Chiesa Madonna dell’Addolorata

La Chiesa della Santissima Addolorata fu edificata nel XVI sec. e tuttora domina la vicina Piazza Oberdan.

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Descrizione

Chiesa

Storia

La Chiesa della Santissima Addolorata fu edificata nel XVI sec. e tuttora domina la vicina Piazza Oberdan. Dopo il 1525, a causa della Peste, vi fu istituita la Confraternita della Morte in quella che a quel tempo era la Chiesa di San Bartolomeo. Il ruolo della Confraternita era quello di seppellire, all’interno della chiesa, i defunti appartenenti a ceti meno abbienti. Nel 1740 subentrò la Confraternita dell’Addolorata che ancora oggi ha la sua sede nella chiesa.

A causa di un bombardamento durante la seconda guerra mondiale, nel 1943 verrà distrutta la copertura dell’edificio e parte dell’abside. La parte distrutta fu ricostruita cercando di conservare lo stile architettonico neoclassico della chiesa precedente. La chiesa fu riaperta al culto nel 1952.

Facciata e campanile

La facciata a capanna termina con timpano delimitato da cornici ed è realizzata in laterizio ad eccezione delle pareti del basamento, degli elementi decorativi quali capitelli, cornici e fregi che sono in pietra. La superficie è suddivisa orizzontalmente in due registri.

La superficie della sezione inferiore è ritmata da quattro paraste che sorreggono la cornice del secondo registro. Si accede nell’aula di culto attraverso un portale architravato. Al di sopra al portale, su una lastra in pietra sono scolpiti i simboli della Passione di Cristo.

Il registro superiore è suddiviso da 4 paraste sovrastate da capitelli corinzi. Al di sopra del portale si apre una finestra vetrata ad arco e ai lati della finestra due nicchie ospitano le statue di San Martino Eremita e San Gabriele dell’Addolorata.

Il campanile della chiesa della Madonna Addolorata di Atessa si eleva accanto allo spazio absidale con una singolare struttura a torre triangolare. È sormontato da una struttura in ferro battuto, culminante con una croce e una bandierina segnavento che raffigura un drago stilizzato.

Interno

L’aula di culto è a navata unica rettangolare che termina con absidale semicircolare. Nella zona absidale, dietro l’altare si trova il tabernacolo a tempio con una statua della Madonna Addolorata opera della bottega atessana dei Falcucci. La navata ha una copertura con volta a botte, mentre in corrispondenza dell’abside ha una terminazione a catino, con decorazioni a cassettoni.

All’entrata sono ricavate nella muratura tre nicchie dove sono esposte le statue di San Pompilio Maria Pirrotti della bottega Guacci di Lecce, Santa Rita da Cascia e Santa Maria Goretti. Lungo il perimetro interno della chiesa all’interno di nicchie sono conservate sculture e gruppi scultorei in legno e cartapesta, fra le più degne di nota, un gruppo scultoreo in cartapesta che raffigura la trinità di G. Falcucci del 1888, un Cristo risorto in legno e una statua di San Gabriele di L. Guacci di Lecce del 1923.

Sotto l’altare maggiore è conservata la cassa lignea con statua lignea del Cristo morto che la Confraternita dell’Addolorata porta in processione il Venerdì Santo. La cassa di notevole interesse artistico è intagliata e decorata agli angoli con putti che sostengono i simboli della Passione.

I simboli della Passione sono riprodotti anche sul soffitto della chiesa. Seppur di fattura recente, realizzato con grande maestria tecnica, è il pulpito ligneo e il lettorino scolpiti in legno policromo con le figure degli Evangelisti e i loro simboli.

Curiosità

Ad Atessa la storica Processione del Venerdì Santo, oltre ad essere parte integrante dei riti della settimana santa, è una delle manifestazioni più sentite e coinvolgenti della tradizione popolare. La scenografica processione si snoda attraverso le vie del centro storico percorrendo un percorso fisso.

Il corteo composto una lunga scia di persone e simboli della Passione di Cristo. I componenti delle confraternite seguono la processione abbigliati con il vestito specifico della loro congrega, le forze dell’ordine indossano l’alta uniforme, seguono funzionari dell’amministrazione pubblica cittadina, fedeli, curiosi e la banda cittadina che sottolinea i vari momenti del percorso con l’esecuzione dei due miserere di Bellini e del Maestro atessano Antonio di Jorio.

La particolarità di questa processione ad Atessa è l’utilizzo alternato di due diverse casse processionali, ognuna con una distinta statua del Cristo Morto. Una delle casse è custodita nella Chiesa dell’Addolorata e viene portata in processione negli anni dispari, secondo la tradizione. L’altra, conservata nella Chiesa della Cintura, sfila invece negli anni pari.

Modalità di accesso

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Indirizzo

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