Chiesa di San Domenico

La Chiesa di San Domenico faceva parte dell’antico complesso conventuale dei Domenicani.

Chiesa-di-San-Domenico-header
© Comune di Atessa - www.viviatessa.it

Descrizione

Chiesa

Storia

La Chiesa di San Domenico, detta anche del Santissimo Rosario, faceva parte dell’antico complesso conventuale dei Domenicani. Secondo fonti storiche, fu fondata nel XIII secolo per volere del re Carlo I d’Angiò. In origine si trattava di una modesta aula di culto, ma fu successivamente ampliata e trasformata nel corso dei secoli.

Lo storico locale Tommaso Bartoletti riferisce che interventi strutturali furono eseguiti già nel XVI secolo. Nei primi anni del Seicento, la chiesa subì importanti modifiche: fu alzata la copertura della navata centrale e vennero rifatti i soffitti delle navate laterali.

Nel 1664 iniziarono nuovi lavori che si protrassero fino al 1694 e che culminarono nella realizzazione della facciata. Alla fine del XVIII secolo, l’intero complesso, chiesa e convento, fu oggetto di opere di consolidamento e restauro, resesi necessarie per garantire la stabilità dell’edificio. Nel corso del XIX secolo furono effettuati ulteriori interventi di ristrutturazione e restauro.

Esterno

L’esterno della Chiesa di San Domenico si presenta con una facciata incompiuta in laterizio scandita verticalmente da quattro paraste con capitelli corinzi in pietra. Il portale centrale in pietra, elemento architettonico di maggiore rilievo, è affiancato da colonne binate scanalate su ciascun lato, poggianti su alti basamenti e sormontate da un frontone classicheggiante. Le colonne incorniciano un’apertura ad arco a tutto sesto, che immette nell’interno dell’edificio.

La facciata termina a capanna, senza particolari decorazioni architettoniche, e al centro presenta un’apertura vetrata a semicerchio che consente il passaggio della luce all’interno dell’aula. Ai lati, due nicchie vuote ne alleggeriscono la linearità e suggeriscono l’intenzione, mai realizzata, di ospitare statue. Sul lato sinistro retrostante, si innalza un campanile a vela di epoca novecentesca.

Interno

La Chiesa di San Domenico presenta una pianta basilicale articolata in tre navate. La navata centrale, coperta da una volta a botte, termina in un’abside semicircolare; le navate laterali, invece, sono coperte da volte a crociera. L’interno è impreziosito da una decorazione tardo-barocca, arricchita da elementi classicheggianti.

La navata centrale è separata da quelle laterali mediante pilastri che sorreggono archi a tutto sesto. La parete absidale è decorata con motivi vegetali e arabeschi in stucco dorato. Al di sopra dell’altare delle colonne binate con capitelli corinzi e sono sormontate da un timpano spezzato, inquadrano una nicchia che custodisce la statua della Madonna del Rosario. Nel catino absidale si trovano degli affreschi raffiguranti i Quattro Evangelisti. Anche sulla volta e sugli archi della navata centrale sono presenti degli affreschi. Fra gli archi della navata il soggetto degli affreschi sono degli episodi della vita di Cristo risalenti al XIX secolo.

Mentre sulla volta della navata centrale sono rappresentati i Misteri del Rosario, anch’essi realizzati nel XIX secolo dal pittore Giacomo Falcucci. Oggi si conservano solo tre scene: la Pentecoste, l’Assunzione della Vergine e la sua Incoronazione. Sopra l’ingresso principale si trova la cantoria, che ospita uno degli organi più antichi di Atessa. Nelle pareti delle navate laterali si aprono una serie di altari decorati in stucco che ospitano diverse statue e dipinti.

L’altare della navata destra, in prossimità della porta d’ingresso, è decorato con un dipinto su muro non ben leggibile sul quale è stato incorporato un dipinto raffigurante la Madonna del Buon Consiglio. Nella navata laterale sinistra, sul primo altare vicino all’area absidale, si conserva un dipinto su tela raffigurante la Madonna del Rosario. L’opera segue l’iconografia tradizionale: al centro la Madonna con il Bambino, Santa Caterina da Siena, San Domenico, angeli e i tipici medaglioni che illustrano i misteri del Rosario. Il dipinto fu realizzato nel 1854 dal pittore atessano Giacomo Falcucci.

La navata sinistra ospita anche due importanti opere provenienti dal Convento di Vallaspra di Atessa. La prima è una tavola raffigurante la Madonna con il Bambino, parte di una pala d’altare danneggiata da un incendio. Realizzata nel XVI secolo, l’opera è attribuita ad artisti veneziani, ai quali venne commissionata durante la fiera di Lanciano.

La seconda è una grande tela che ha come soggetto la Pentecoste, risalente al XVII secolo. Originariamente collocata nel monastero celestiniano di Santo Spirito, fondato nel 1341 dal beato Roberto di Salle e situato sul Colle di San Cristoforo, il convento scomparve dopo la sua soppressione nel 1654.

Modalità di accesso

testo

Indirizzo

Sito web e servizi digitali OpenCity Italia distributed by IT Creative · Accesso redattori sito