Chiesa di San Michele

La chiesa di San Michele si trova nell’omonimo quartiere di Atessa, uno dei due nuclei originari dell’abitato della città.

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Descrizione

Chiesa

Storia

La chiesa di San Michele si trova nell’omonimo quartiere di Atessa, uno dei due nuclei originari dell’abitato della città e fulcro dell’antico borgo di Ate. La chiesa probabilmente era già esistente nel VII secolo ma non si hanno notizie documentarie sulla sua fondazione. La presenza di un’epigrafe situata all’interno dell’edificio, attesterebbe la preesistenza di un edificio altomedievale.

Nel XVIII secolo la chiesa fu oggetto di rifacimenti che le conferirono il suo aspetto attuale.
Un’iscrizione presente nella facciata, indica un ulteriore intervento sull’edificio eseguito nel 1876. Nel 1844, secondo fonti bibliografiche, venne edificato il campanile che fu parzialmente distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, successivamente restaurato nel 1947.

Esterno e campanile

La facciata in stile neoclassico termina con una trabeazione piana sormontata da una balaustra. La superficie esterna è decorata ai lati da due coppie di paraste con capitelli corinzi e nella parte centrale con fasce di bugnato liscio orizzontali. Il portale architravato è sovrastato da un timpano triangolare.

Al centro della facciata, incastonata nella muratura, è presente una lapide sulla quale sono scolpiti a bassorilievo diversi attributi simbolici che richiamano alla figura di San Michele Arcangelo. La spada e la corazza rimandano al suo essere un angelo guerriero, mentre la bilancia indica il suo ruolo nel giudizio universale, dove il destino eterno dei defunti verrà determinato grazie alla pesa delle loro anime. Al di sopra della lapide, altro elemento significativo della facciata, è una finestra che termina con architrave arcuato.

Il campanile, che fiancheggia la chiesa, presenta una pianta quadrata con terminazione piana. E’ tripartito orizzontalmente da cornici. Sul secondo piano, nella parte frontale, è presente una nicchia con al suo interno una scultura. Sull’ultimo piano il muro presenta delle aperture sulla cella campanaria decorate ai lati da lesene che terminano con capitelli corinzi.

Interno

L’interno della chiesa è in stile tardo-barocco ed è rivestito interamente da stucchi e intonaci. L’edificio di culto presenta una pianta basilicale ad una sola navata. L’abside è a pianta rettangolare ed è sovrastato da una cupola emisferica, nascosta all’esterno da un tamburo ottagonale.

Le pareti laterali presentano semi-pilastri che sorreggono un’aggettante trabeazione per tutto il perimetro della chiesa. La lapide con iscrizione in caratteri altomedievali, originariamente posizionata sull’ingresso della chiesa, è stata inglobata nella muratura della parte inferiore destra del presbiterio. I pennacchi che raccordano la base rettangolare dell’abside con la cupola emisferica, sono decorati da altorilievi in stucco rappresentanti i quattro evangelisti con i loro simboli e diverse figure angeliche.

Domina al centro della cupola la colomba in stucco, simbolo dello spirito santo. Al di sopra dell’altare maggiore vi è una nicchia con all’interno una statua di bottega locale che ritrae San Michele che sconfigge il Demonio.

La copertura della navata presenta delle rappresentazioni pittoriche novecentesche della bottega atessana dei fratelli Bravo in particolare in una campata vi è il dipinto copia del San Michele Arcangelo sconfigge Satana di Guido Reni.

Ai lati della navata sono presenti degli altari minori decorati con opere pittoriche. I due altari nei pressi dell’altare maggiore furono commissionati da famiglie nobili atessane, tra cui i Falcucci. I soggetti delle due tele sono: Madonna col Bambino e San Giuseppe adorante datato 1793 e l’altro rappresenta una pietà con Madonna e Gesù morto ai piedi della croce datato 1792. Degne di nota sono altre due tele dipinte dai Fratelli Bravo, una rappresentante Santa Teresa di Lisieux del 1939 e l’altra Santa Cecilia con angeli musicanti.

Curiosità

Fra le fonti storiche più importanti per la ricostruzione della storia della città di Atessa vi sono gli scritti del Padre Tommaso Bartoletti. Bartoletti fu sacerdote nella chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo e fu una delle figure più illustri della città.

L’importanza che rivestì questa figura per Atessa e per questa parrocchia ha fatto ipotizzare che la scultura presente all’interno della nicchia del campanile ritraesse proprio Padre Bartoletti. L’identità dell’effigiato non è certa, ma il modo in cui è abbigliato e il libro nella sua mano sinistra, suggeriscono non un soggetto sacro canonico riconoscibile in un santo o altra figura divina e quindi ritrarrebbe il parroco della chiesa di San Michele.

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