Ex Chiesa di San Pietro

La chiesa di San Pietro è una un piccolo edificio edificato a Largo Castello.

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Descrizione

Chiesa

Storia

La chiesa di San Pietro è una un piccolo edificio edificato a Largo Castello, uno degli spazi più importanti per quella che era la vita in epoca medievale nel borgo di Tixa. Sulla storia della chiesa si hanno notizie già a partire dal 1348. Nel XV secolo fu parzialmente ricostruita con caratteristiche architettoniche tardo medievali. Nel XVIII secolo, durante la riparazione delle mura della città, fu realizzata la sacrestia, oggi non più esistente.

Nel passato l’edificio di culto era di proprietà della famiglia La Furia e successivamente passata alla famiglia Serafini. Fu utilizzata per il culto fino al 1950 e poi abbandonata. Dopo anni di abbandono fu acquistata dal Comune di Atessa e restaurata nel 1999. Oggi è la sede della Fondazione MuseAte ed ospita la mostra permanente ‘I Colori dell’Acqua’.

Esterno

La facciata ha una caratteristica terminazione piana, come anche il campanile. Il campanile fu costruito probabilmente in epoca successiva rispetto alla chiesa. La cortina muraria è realizzata in pietra irregolare, con vari tipi di ciottoli e pietre, con alcune aree in laterizio.

Si accede all’aula su uno dei lati corti da un portale trilitico con architrave leggermente arcuato. In linea con il portale, da luce all’interno della navata una finestra e due aperture sul muro perimetrale che si affaccia sulla piazza.

Interno

L’interno è a navata unica con spazi molto semplici e lineari. La copertura dell’aula è a capriate lignee. Ciò che rimane ad indicare la sua precedente funzione di luogo di culto cristiano è l’altare, punto focale dello sguardo del visitatore non appena entra nell’edificio.

Tutti gli arredi liturgici e le opere, che appartenevano a questa chiesa, sono ora nel convento di Vallaspra. Sulle pareti laterali è allestita la Mostra Permanente ‘I Colori dell’Acqua’ con opere di arte contemporanea.

Il progetto aveva l’obiettivo di celebrare l’identità del nostro territorio attraverso l’elemento simbolico del fiume Sangro e omaggiare la figura di Giò Pomodoro in occasione dell’inaugurazione della fontana da lui progettata in Piazza Oberdan.

Curiosità

Se si osserva con attenzione la sommità del campanile si potrà scorgere una croce con un segnavento in ferro. In realtà, se si osserva con maggiore attenzione e da un punto di vista più elevato, apparirà evidente che il segnavento ha le sembianze di una testa di drago, riferimento al leggendario Drago di Atessa mito di fondazione della nostra città.

Modalità di accesso

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Indirizzo

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